Bergamo 27.01.2010 - Presso la club house della Rugby Bergamo 1950 si è tenuto il
secondo incontro sul tema della cura e della preparazione del corpo dell’atleta in modo naturale e non invasiva. Un evento arricchito dalla presenza di prestigiosi ricercatori in omotossicologia che la settimana precedente ha attirato l’attenzione di oltre ventipartecipanti, che hanno richiesto a gran voce un ulteriore incontro di approfondimento.
Quando la medicina naturale incontra la palla ovale. E’ stato questo il tema portante
dell’incontro di formazione in programma giovedì 27 febbraio presso la sede sociale della Rugby Bergamo 1950 e al quale hanno partecipato in numerosi tra medici societari, preparatori atletici e persone legate alla formazione fisica dell’atleta.
La serata, promossa dallo storico sodalizio del rugby orobico in collaborazione con Guna,Azienda leader in Italia nella produzione e distribuzione di medicinali omeopatici, dopo l’incontro della settimana precedente, ha voluto approfondire il tema della cura “naturale” di un atleta come il rugbista, soggetto a numerose possibilità di infortunio.
“In un’era in cui agli atleti di tutti gli sport si chiedono sempre maggiori prestazioni una medicina più naturale e rispettosa della persona, può intervenire in aiuto degli stessi atleti” è stato questo l’incipit di Paolo Ferrari, presidente della Rugby Bergamo 1950 che ha così aperto i lavori.
Il rugby è certamente uno degli sport a più alta possibilità di infortunio, non solo per il contatto fisico che contraddistingue il gioco della palla ovale, ma per lo stress muscolare a cui sono sottoposti i giocatori, e il tema della prevenzione degli incidenti e della cura con metodi naturali rappresenta una nuova frontiera su cui misurarsi con i partner giusti. In tal senso Guna condivide con il mondo del rugby molti ideali: gioco di squadra, coraggio, lealtà, rispetto delle regole sono solo alcuni principi sui quali gettare le basi per aprire un percorso di riferimento
anche per altre discipline.
Durante l’incontro sono stati affrontati i principi terapeutici dell'omotossicologia, l’evoluzione più moderna dell'omeopatia classica, che ha la finalità di integrarsi con la medicina convenzionale e ne utilizza l'intero iter diagnostico. Come spiegato dai relatori di Guna una settimana fa, l’omotossicologia è basata su solide esperienze cliniche, e può costituire un valido aiuto alle
problematiche correlate alla attività sportiva agonistica del rugby.
I temi dell’incontro di giovedì scorso hanno attirato l’attenzione dei partecipanti, tanto che la società sportiva, in collaborazione con Guna, ha voluto organizzare un secondo incontro, nel quale sono stati approfonditi anche casi clinici con i relativi protocolli terapeutici utili alla risoluzione dei più frequenti incidenti muscolo-tendinei. Inoltre i relatori hanno illustrato la propria esperienza anche sul fronte del miglioramento della performance, della preparazione alla competizione, alla gestione del dolore e della fatica. Temi che non riguardano
esclusivamente il gioco del rugby e che sono certamente di attualità anche in altre discipline sportive: ecco perché la Rugby Bergamo 1950 ha esteso l l’invito a partecipare a tutti coloro coinvolti in qualche modo nella preparazione fisica sportiva.
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